rentacinque anni e non ho ancora trovato
una risposta. Comincio a pensare che non la troverò mai. L'aver frequentato i migliori collegi di
Gàidhlig non mi è valso a nulla?
Domande, sempre e solo domande. Fin da piccolo me ne sono sempre poste tante, troppe,
e probabilmente è stato proprio il bisogno di placare la mia sete di risposte a spingermi verso lo
studio della filosofia e della teologia. Strano, più ci penso e più mi appare strano. In tutti questi
anni ho conosciuto tante persone di ogni ceto culturale (forse anche grazie al mio carattere aperto)
e in tutte ho notato un denominatore comune: ognuno vive la sua vita giorno per giorno cercando
la serenità in pochi, stabili valori tra cui la fede in Dio. Perché devo soffocare in continuazione in
questi miei dubbi, come posso io, un prete, avere riserve sulla mia religione, su un Dio in cui crede
anche il più povero contadino di Aimsir? Forse sono nel giusto, dopotutto l'esistenza di Dio non è
mai stata provata. Forse no. Eppure è così bello, così rassicurante credere che ci sia qualcosa o
qualcuno infinitamente grande e potente, buono e caritatevole che veglia su di noi, che ci osserva
da oltre le stelle. Dio deve esistere altrimenti tutto quello che c'è nel mondo perderebbe di significato:
non si spiegherebbero il giorno e la notte, le stagioni, i sentimenti umani, la mia stessa vita votata
alla venerazione di qualcosa che si rivelerebbe fittizio, inesistente. Ma se Dio esiste, come d'altronde
credo, perché non vi è un elfo, un solo elfo che creda alla sua esistenza?
La sua rivelazione è prerogativa soltanto umana? Perché?
Al solito, domande e niente risposte. Ma ho deciso: non mi arrenderò, seguirò alla lettera
i precetti della Chiesa e il consiglio del papa. L'ultima volta che mi ricevette, fu proprio lui a
convincermi a partecipare alla crociata contro gli elfi che, secondo lui, avrebbe sicuramente
contribuito a chiarire i miei dubbi. Rimpiango un po' quella volta che incontrai il papa, avrei
voluto parlargli di più, aprirmi completamente a lui ma la sua figura imponente e sicura mi
hanno messo in soggezione più di quanto mi aspettassi. Egli stesso mi ha donato il bastone
benedetto che ora porto al mio fianco ammonendomi dall'usarlo per offendere e intimandomi
di usarlo soltanto per mia difesa.
Ricorderò sempre le sue ultime parole: "Ora va, armato della tua fede e tenta con tutte
le tue forze di convertire gli elfi infedeli che ancora non conoscono la luce di Dio. Solo così
alla fine capirai".
Ormai sono quasi due mesi che sono partito per il fronte e qui vedo solo dolore,
morte e distruzione. Questa crociata è degenerata in un massacro gratuito di elfi:
la conversione è diventata ormai una scusa per usare loro sempre più violenza.
Ho mandato dei messaggeri al papa con una lettera scritta di mio pugno, in cui espongo
la situazione qui al fronte perché egli possa prenderne atto. In questo modo avrà la possibilità
di decidere delle contromisure prima che sia troppo tardi.
Nel frattempo ho scoperto che è tornato in auge tra gli elfi un antico culto adorante una
figura tenebrosa denominata Oscuro Messia Vyrak. Dalle informazioni che ho raccolto pare
che le sue origini si perdano nella notte dei tempi e che sia sopravvissuto nei secoli
attraverso una piccola setta. Durante la dominazione umana, questo culto ha poi acquisito
diversi adepti fino a ritornare ad essere una religione di primo piano.
Tutto ciò mi incuriosisce molto: gli elfi, da sempre atei, adorano ora una sorta di antico dio…
Se solo sapessi dove si radunano…
Spero che non mi abbiano scoperto. Certo liberare questo ribelle elfico,
tale Kolynsë, dalle carceri è stata una
decisione un po' azzardata ma si è rivelata essere giusta. Dopotutto non potevo lasciarlo morire
dopo un processo che l'aveva condannato a morte senza avere delle prove reali ad attestare
i suoi presunti crimini. In secondo luogo, liberandolo sono riuscito a strappargli la promessa di
portarmi qui in questa cripta, dove si sta tenendo una cerimonia del culto dell'Oscuro Messia.
"Forse capire gli elfi sarà la chiave per capire noi stessi": è questa la frase che mi
rimbomba nella testa ormai da troppo tempo e partecipare a questa cerimonia potrebbe
aiutarmi a conoscerli attraverso la loro religione e, indirettamente, a risolvere i miei dubbi
teologici. Poi c'è Kolynsë: mi incuriosisce
molto, si vede che è un fanatico ma non è certamente uno stupido. Si capisce dal suo modo
di parlare che è una persona colta anche se in alcuni momenti vedo come un lampo di violenza
nei suoi occhi. Chissà forse col tempo saremmo potuti diventare anche amici.
Finalmente siamo arrivati in questa cripta scavata nella roccia, entrando spacciandoci per fedeli. Ma… Oh mio Dio, stanno portando un'elfa sull'altare per un sacrificio!!!
Descrizione fisica: magro, media altezza, capelli castani e barba accuratamente rasata; occhi marroni tormentati e sempre in movimento. Bastone ed armatura (usati di rado in precedenza) nascosti goffamente sotto il mantello.
L'Altra Faccia della Medaglia:
Yin Fheyad |
Ylcë |
Naym Ysonlain |
Padre McMayhay |
Kolynsë
Descrizione generale |
Introduzione |
Storia |
Personaggi |
Classifiche
![]() | ![]() | ![]() | ![]() |
![]() | ![]() | ![]() |